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Interpretazione (linguistica)

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L'interpretazione è un’attività traduttiva per mezzo della quale viene prodotta una prima e al tempo stesso definitiva traduzione orale sulla base di un testo enunciato nella lingua di partenza.

Le due modalità di interpretazione principali sono l'interpretazione simultanea, fatta in contemporanea all'esposizione del testo nella lingua di partenza, e l'interpretazione consecutiva, eseguita a intervalli durante l'esposizione.

Si noti che a volte le parole interpretazione e interpretariato possono denotare la stessa attività: mentre la seconda indica l'attività in generale, intesa anche come professione, la prima si riferisce più nello specifico alla prestazione stessa dell'interprete, oltre ad avere altri significati in italiano.

L’interpretazione è un’antica attività umana che precede l’invenzione della scrittura.[1] Tuttavia, le origini dell’interpretazione in campo professionale, a cui ci si riferisce con il termine interpretariato, risalgono a meno di un secolo fa.[1]

La ricerca sui vari aspetti della storia dell’interpretazione è piuttosto recente.[2] Poiché l'interpretazione di conferenza è stata oggetto di maggior interesse da parte degli studiosi, è stato fatto molto poco in ambito accademico per quel che riguarda la storia dell’interpretazione, e fino agli anni Novanta solo poche decine di pubblicazioni se ne sono occupate.[3]

Considerando quante attività interpretative si siano presumibilmente susseguite nel corso di migliaia di anni, l’archivio storico è piuttosto limitato.[3] Inoltre, spesso gli interpreti e il loro operato non hanno trovato spazio nei libri di storia.[2] Una delle spiegazioni per tali casi può essere la preminenza del testo scritto sul parlato: ciò implica che chi ha lasciato testi scritti ha più possibilità di essere stato documentato da fonti storiche.[2][3]

Un altro problema riguarda la tendenza a considerare l’interpretazione come un’attività di supporto ordinaria che non richiede un’attenzione particolare.[3] Ciò che sappiamo sulla storia dell'interpretazione si deve tendenzialmente a lettere, cronache, biografie, diari e memorie, oltre a una varietà di altri documenti e opere letterarie, sebbene molti di questi (con poche eccezioni) riguardavano l’interpretazione solo incidentalmente o in modo marginale.[2][3]

Molte lingue indoeuropee dispongono di parole specifiche per indicare interpretazione e interprete.[1] Alcune espressioni nelle lingue germaniche, scandinave e slave che designano la figura dell'interprete potrebbero essere fatte risalire alla lingua accadica del 1900 a.C. circa.[1] La radice accadica targumânu/turgumânu ha dato inoltre origine al termine dragomanno attraverso una derivazione etimologica dall’arabo.[3]

La parola interprete, comunque, deriva dal latino interpres (che significa ‘persona che spiega cosa è oscuro’), ma le radici semantiche non sono del tutto chiare.[3] Alcuni studiosi ritengono che la seconda parte della parola derivi da partes o da pretium (che significa ‘prezzo’, il che si adatterebbe al significato di ‘mediatore’, ‘intermediario’, ‘intermediario commerciale’), mentre altri pensano più a una radice sanscrita.[3]

Interpretazione e traduzione

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Sia l'interpretazione orale che la traduzione scritta sono volte a rendere comprensibile un messaggio in una lingua diversa da quella di origine. Tuttavia, mentre per la traduzione scritta il materiale che si traduce è solo il segno scritto, nell'interpretazione si cerca di rendere comprensibile un messaggio orale secondo il colore che gli è proprio, l'intonazione con la quale viene pronunciato, l'intenzione che l'oratore vuole produrre e il contesto nel quale il messaggio viene espresso. Per svolgere il proprio lavoro, l'interprete si appoggia alle parole che sente, al contesto nel quale vengono pronunciate, ai gesti e all'intonazione, alle espressioni del volto, agli interlocutori a cui il discorso è rivolto, oltre a infiniti altri elementi caratteristici della comunicazione orale.

In linea generale, si può dire che la traduzione sia la trasmissione di un messaggio da una lingua a un'altra tramite un canale scritto, mentre l'interpretazione lo fa mediante il canale acustico-vocale o visivo-gestuale (nel caso della lingua dei segni). La differenza tra la traduzione e l'interpretazione è la stessa che esiste tra lo scrivere un messaggio e il comunicarlo di persona.

Lingue di lavoro

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Per quanto riguarda le lingue di lavoro, queste si dividono in attive e passive. Le lingue attive sono quelle verso cui l'interprete lavora e si suddividono a loro volta in lingua A (la lingua principale dell'interprete, solitamente la lingua madre, verso la quale egli interpreta a partire da tutte le sue lingue di lavoro) e lingua B (la lingua verso la quale l'interprete lavora a partire da una o più delle sue altre lingue e che, pur non essendo la sua lingua principale, è una lingua della quale ha perfetta padronanza). Le lingue passive, o lingue C, sono invece quelle di cui si ha una perfetta comprensione e a partire dalle quali l'interprete lavora verso le lingue A o B.

Varietà di interpretazione

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L’interpretazione di conferenza si riferisce a una interpretazione in una conferenza o a un'assemblea, simultanea o consecutiva. L’avvento di conferenze multilingue ha ridotto la richiesta di interpretazione consecutiva negli ultimi venti anni.

L’interpretazione di conferenza è divisa tra due mercati: istituzionale e privato. Le istituzioni internazionali (UE, ONU, EPO, ecc.) che tengono conferenze multilingue spesso prediligono l'interpretazione di un numero consistente di lingue verso la lingua madre degli interpreti. I mercati privati locali tendono ad avere conferenze bilingui (la lingua del luogo più un'altra) e gli interpreti lavorano con entrambe le lingue. Questi mercati non si escludono a vicenda. L’Associazione Internazionale Interpreti di Conferenza (AIIC) è l’unica associazione mondiale di interpreti di conferenza, fondata nel 1953, a cui sono iscritti più di 2 800 interpreti di conferenza professionisti, in più di 90 nazioni.

Interpretazione consecutiva

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L'incontro tra Barack Obama e Mahmoud Abbas alla Casa Bianca (maggio 2009) avviene con l'ausilio di un interprete (al centro) che prende appunti interpretando poi in modalità consecutiva.

L'interpretazione consecutiva è la più antica forma di interpretazione. Nell’interpretazione consecutiva (IC), l'oratore interrompe il proprio discorso di tanto in tanto per permettere all'interprete di fornire la traduzione di quel brano in un'altra lingua; tradizionalmente, l’interprete siede o resta in piedi di fianco all’oratore.[4]

La durata delle porzioni di discorso interpretate varia da situazione a situazione: fino a cinquant'anni fa gli interpreti consecutivisti rendevano discorsi di venti o trenta minuti, ma oggi solo dieci o quindici minuti sono considerati fin troppi, soprattutto dal momento che il pubblico non ama stare ad ascoltare a lungo un eloquio incomprensibile. L’interpretazione consecutiva può essere effettuata attraverso un modello che richiede la traduzione di segmenti di varia lunghezza a seconda della preferenza dell’interprete: per i segmenti più brevi si fa più affidamento sulla propria memoria, mentre nelle sezioni più lunghe si preferisce prendere note scritte.

Il compito dell'interprete di consecutiva non sta solo nel comprendere la lingua, ma anche nel prendere nota dell'intero nucleo del messaggio: la presa di note (dal francese prise de notes) è un vero e proprio espediente mnemonico che non ha nulla a che vedere con la stenografia, la quale ha invece lo scopo di annotare ogni parola di un discorso. La presa di note, fatta di simboli, abbreviazioni e altri elementi sussidiari, serve come ausilio destinato all'immediato utilizzo per l'interpretazione consecutiva; per tale motivo, l'interprete non prende appunti precisi e dettagliati, il che ne renderebbe impossibile la decifrazione a distanza di poco tempo. Non viene appuntata mediante simboli ogni singola parola, bensì il senso astratto della porzione di discorso ascoltata: per rappresentare un'intera frase composta da molte parole potrebbero bastare anche due o tre simboli. Le note devono comunque essere chiare e leggibili per non sprecare tempo nel consultarle.[5]

Prima che inizi il lavoro di interpretazione consecutiva, si dovrà trovare un accordo circa la lunghezza dei segmenti, che dipenderà dalla complessità dell’argomento trattato e dallo scopo dell’interpretazione, anche se gli oratori spesso trovano difficile abituarsi a questo tipo innaturale di comunicazione. Tale modalità ha inoltre lo svantaggio di raddoppiare la durata dell'intervento, dato che una volta pronunciatosi l'oratore, l'interprete dovrà ripetere il tutto nella lingua di arrivo.

Alcune volte, durante una sessione di interpretazione consecutiva, all'interprete è richiesta una traduzione a vista (sight translation) che combina la traduzione e l’interpretazione: l’interprete deve rendere nella lingua di arrivo il documento come se fosse scritto in quella lingua. Questo tipo di traduzione è abbastanza frequente in ambito giuridico e medico, anche se non è limitata a tali settori.

L’interpretazione consecutiva può essere la modalità prescelta quando vi è un pubblico bilingue che vorrebbe ascoltare sia la versione originale che quella tradotta, o in cui si debba conservare una registrazione di entrambe, come avviene in sede giuridica.

Quando non è disponibile un interprete che traduca direttamente dalla lingua 1 alla 2, ci si può avvalere della modalità “in relais”: ad esempio, se la lingua di partenza è il greco, si potrebbe tradurre in inglese e da lì in un'altra lingua. Questa pratica va sotto il nome di “doppia interpretazione”; potrebbe rendersi necessaria anche una tripla interpretazione, in particolar modo nel caso di lingue rare o con dialetti.

Interpretazione simultanea

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L'interno di una cabina d'interpretazione al Palazzo delle Nazioni di Ginevra.

Nell'interpretazione simultanea (IS) l'atto dell'interpretazione avviene quasi contemporaneamente allo svilupparsi del discorso dell'oratore. Si parla di simultaneità, non di contemporaneità, poiché sussiste sempre uno scarto di tempo, detto décalage, più o meno ampio: esso dipende anche dalla differenza tra la lingua di partenza e quella di arrivo (ad esempio, traducendo dal tedesco all'italiano, il décalage sarà maggiore, poiché nella struttura sintattica della lingua tedesca il verbo è spesso posto alla fine del sintagma, così l'interprete dovrà attendere che la frase sia completata per iniziare a tradurre).

L’interpretazione simultanea presenta lo svantaggio che l’interprete deve cercare di dare il meglio di sé nella finestra di tempo permessa dalla velocità dell’enunciato, ma possiede anche il vantaggio di far risparmiare tempo e di non disturbare il flusso naturale della conversazione dell’oratore.

L’interprete lavora all'interno di una cabina insonorizzata, costruita secondo le norme ISO e dotata di una console grazie alla quale può ascoltare l'oratore attraverso delle cuffie e fornire l'interpretazione, simultaneamente, mediante un microfono che la trasmette a tutti coloro che non conoscono la lingua dell'oratore, anch'essi muniti di cuffie; è inoltre importante che l'interprete sia in condizione di vedere l'oratore.

L’interpretazione simultanea ha iniziato ad avvalersi di appositi dispositivi tramite cui l’interprete può ascoltare sia la voce dell’oratore che la propria sin dal Processo di Norimberga nel 1945.[1] I dispositivi utilizzati facilitarono un gran numero di ascoltatori e fu fornita una traduzione in francese, russo, tedesco e inglese.[6] Questa tecnologia fu sviluppata tra gli anni ’20 e ’30 del Novecento, quando l’imprenditore americano Edward Filene e l’ingegnere inglese Alan Gordon Finlay costruirono dei dispositivi di interpretazione simultanea in collaborazione con IBM.[7] Yvonne Kapp partecipò a una conferenza con traduzione simultanea nel 1935 nell’Unione Sovietica.[8] Dato il successo dimostrato, l’IBM fu in grado di vendere tali dispositivi alle Nazioni Unite, dove ancora oggi sono grandemente utilizzati dal Servizio d’Interpretazione dell’ONU.

L’interpretazione simultanea viene a volte anche denominata impropriamente "traduzione simultanea", e l'interprete definito "traduttore": si tratta di termini non corretti, per via della distinzione esistente tra traduzione e interpretazione descritta più sopra.

Il progressivo passaggio dalla consecutiva alla simultanea

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Con il suo libro di memorie My Years with Gorbachev and Shevardnadze: The Memoir of a Soviet Interpreter, l’interprete di conferenza sovietico Pavel Palazhchenko delinea una breve storia dell’interpretazione moderna e del passaggio dalla sua forma consecutiva a quella simultanea. Egli spiega che, durante il diciannovesimo secolo, gli interpreti venivano impiegati raramente nei dibattiti diplomatici europei: questi ultimi erano solitamente condotti in francese, e veniva richiesto a tutti i funzionari diplomatici del governo di parlarlo fluentemente. Anche la maggior parte dei capi di governo e di Stato conosceva il francese.[9]

Lo storico Harold Nicolson attribuisce il crescente bisogno di interpretazione nel periodo successivo alla Prima guerra mondiale al fatto che il presidente statunitense Woodrow Wilson e il primo ministro britannico David Lloyd George non fossero linguisti.[10] Al tempo, il concetto di interpretazione simultanea e gli speciali dispositivi necessari, brevettati in seguito da Alan Gordon Finlay, non esistevano ancora; di conseguenza, veniva impiegata l’interpretazione consecutiva.[9]

Gli interpreti di consecutiva utilizzavano un particolare sistema di presa di appunti che comprendeva simboli, abbreviazioni e acronimi. Attendevano la fine del discorso del relatore per fornire la traduzione, e poi affrontavano il difficile compito di creare, da queste note, circa mezz’ora di frasi scorrevoli che riprendessero in modo accurato quanto detto dall’oratore. Palazhchenko cita Anton Velleman, Jean Herbert e i fratelli Kaminker come interpreti professionisti, e riporta un insolito caso in cui André Kaminker interpretò un discorso di un diplomatico francese che parlò per due ore e mezza senza interruzione.[9]

Dopo la Seconda guerra mondiale, l’interpretazione simultanea cominciò a essere utilizzata durante il Processo di Norimberga, iniziando a essere sempre più accettata. Interpreti di consecutiva con esperienza asserirono che la difficoltà di ascoltare e parlare allo stesso tempo, colmando le differenze strutturali tra le lingue, e interpretare l’inizio di una frase prima di conoscerne la fine, avrebbe prodotto un risultato inferiore. Allo stesso modo, questi interpreti, che da quel momento in poi sarebbero diventati oratori di spicco, avrebbero parlato dalle cabine senza farsi vedere.[9]

Nel 1951, quando le lingue di lavoro delle Nazioni Unite divennero cinque (inglese, francese, russo, cinese e spagnolo), gli interpreti di consecutiva divennero inutilizzabili nella maggior parte dei casi, e la traduzione simultanea divenne il processo più comune per l’organizzazione di meeting di grossa portata.[11] L’interpretazione consecutiva, che fornisce un risultato più fluente senza il bisogno di un'attrezzatura specifica, rimase in uso per le discussioni minori.[9]

Chuchotage (sussurrata)

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L’interpretazione sussurrata, o chuchotage (dal francese chuchoter, "sussurrare"), è una variante della simultanea impiegata da sempre, conosciuta nel settore commerciale con il termine francese. La voce dell'interprete viene mantenuta a un volume basso per non disturbare l’oratore e il pubblico che lo ascolta; per farlo, l’interprete e il cliente devono sedere o essere vicini l’uno all’altro. Non si tratta di un vero e proprio sussurrare, poiché sarebbe difficile da decifrare e forzerebbe troppo la voce: l’interprete usa un tono di voce normale, solamente a un volume basso.

Questo tipo di interpretazione presenta il vantaggio di non necessitare di alcuna apparecchiatura tecnologica, ma è impiegabile solo se i fruitori della traduzione sono in numero molto ristretto (generalmente due o tre), a meno che non si usi attrezzatura elettronica portatile. Inoltre, a causa dello sforzo della voce dell'interprete nel trasmettere a voce bassa la traduzione, e delle condizioni acustiche spesso pessime, l'interprete può interpretare in questa modalità solo per breve tempo: è una forma che mette a dura prova chi la pratica, dovendo rimanere seduto piegato verso il cliente per molto tempo.

Interpretazione di trattativa

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L'interpretazione di trattativa (liaison interpreting, o business to business) è una modalità di interpretazione dialogica in cui un interprete accompagna una persona o una delegazione in una visita guidata, a una riunione di affari o a un colloquio, veicolando informazioni di natura settoriale tra un parlante di lingua A e uno di lingua B sulla base di scambi conversazionali brevi e senza presa d'appunti; le lingue d'uso s'alternano tra la lingua comune e la microlingua scientifico-professionale. Una sessione di lavoro per un interprete d'accompagnamento può durare giorni, settimane o addirittura mesi, in base al periodo di visita del cliente. Questo tipo di interpretazione è spesso necessario in contesti aziendali, durante presentazioni, riunioni con investitori e trattative commerciali: come tale, un interprete d'accompagnamento deve avere una certa conoscenza economica e finanziaria in modo da capire e trasmettere al meglio il messaggio.

Interpretazione di lingua dei segni

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Un interprete della lingua dei segni deve saper trasmettere accuratamente i messaggi tra due lingue diverse.[12][13] C’è un interprete sia per le persone sorde che per quelle udenti.[14] L’atto di interpretare si verifica quando una persona udente parla e un interprete traduce nella lingua dei segni. L’interpretazione avviene anche al contrario: quando una persona sorda si esprime, un interprete deve essere in grado di rendere il significato espresso dai segni in forma orale per l’interlocutore. Questa tecnica viene chiamata interpretazione vocale o voicing e può essere eseguita come interpretazione simultanea o consecutiva.

Solitamente, gli interpreti esperti delle lingue dei segni si posizionano in uno spazio che consente loro di essere visti dai partecipanti sordi e ascoltati chiaramente da quelli udenti, oltre a essere in grado di ascoltare e/o vedere chiaramente chi parla. In alcune circostanze, un interprete si ritrova a interpretare dalla lingua di un paese a quella di un altro, come ad esempio dall'inglese alla lingua dei segni americana, dallo spagnolo alla lingua dei segni francese e così via.

Anche le persone sorde hanno la possibilità di lavorare come interpreti: essi prendono il nome di "interpreti sordi certificati" (CDI), se in possesso di certificato, o in caso contrario semplicemente di "interpreti sordi" (DI). L’individuo sordo collabora con una controparte udente per garantire il servizio di interpretariato a persone sorde che potrebbero non conoscere la lingua dei segni utilizzata in quel paese, che hanno competenze linguistiche minime, che presentano ritardi nello sviluppo o altre disabilità mentali e/o fisiche tali da rendere la comunicazione una sfida unica. In altri casi, l'interprete udente può interpretare nella lingua dei segni qualunque tipo di lingua che il gruppo conosce, e quest'ultimo la interpreterà nella lingua in cui l'individuo può capire. Essi traducono inoltre informazioni da un mezzo di linguaggio a un altro: per esempio, quando una persona comunica mediante segni visivi, l'interprete sordo può essere assunto per copiare quei segni nella mano di una persona cieca e aggiungere informazioni visuali.

Alcuni interpreti sono formati professionalmente mediante un corso di formazione personale (ITP), sebbene questo non sia sempre richiesto. La durata della formazione varia, ma in genere sono necessari due o quattro anni per ottenere un titolo o un certificato; sono disponibili anche programmi di laurea.[15]

Negli Stati Uniti, gli interpreti della lingua dei segni americana hanno una certificazione di livello nazionale, e alcuni stati hanno certificazioni di livello statale. La Registry of Interpreters for the Deaf (RID), un'organizzazione senza scopo di lucro, è nota per il suo processo di riconoscimento e certificazione nazionale: oltre ai requisiti di formazione e ai rigorosi test di certificazione, i membri del RID devono rispettare un codice di condotta professionale, un processo di reclamo e requisiti di formazione continua. La Collegiate Commission on Interpreter Education è l'ente che accredita i programmi di preparazione per gli interpreti negli Stati Uniti.[16]

I paesi europei ed extra-europei hanno le proprie associazioni nazionali di interpreti delle lingue dei segni[17] e alcuni ne hanno più di una a causa di differenze regionali o linguistiche. Il Forum europeo degli interpreti delle lingue dei segni (EFSLI) è l'organizzazione ombrello degli interpreti di lingua dei segni in Europa.[18] In Canada, l'associazione professionale che riconosce e certifica a livello nazionale gli interpreti della lingua dei segni è la Association of Visual Language Interpreters of Canada (AVLIC), che consta di diversi capitoli di affiliazione rappresentanti le varie regioni del paese.[19]

Gli interpreti delle lingue dei segni incorrono in una serie di fattori linguistici, ambientali, interpersonali e intrapersonali che possono impattare sulla loro capacità di fornire un'interpretazione accurata. Gli studi hanno dimostrato che la maggior parte dei programmi di formazione non prepara adeguatamente gli studenti alle sollecitazioni altamente variabili a cui un interprete deve quotidianamente far fronte, e attualmente nel campo si registra un dibattito su come prepararli alle sfide che il lavoro richiede. Le modifiche proposte includono una più solida definizione di ciò che un interprete qualificato dovrebbe sapere, nonché un’esperienza di tirocinio post-laurea con la supervisione di interpreti più esperti, come già avviene in medicina, nelle forze dell'ordine e in altri campi.[20]

In Israele, Naama Weiss, membro del consiglio di amministrazione di Malach, l'organizzazione degli interpreti della lingua dei segni israeliana,[21] pubblicizzò un video da lei stessa girato, parafrasi del video So-Low,[22] che mostrava il suo punto di vista sui lavori degli interpreti della lingua dei segni israeliana.[23] Uno studio condotto in Finlandia ha rilevato che, rispetto agli insegnanti di lingue straniere e agli esperti non linguistici, un'alta cooperatività è risultata più caratteristica per gli interpreti simultanei e consecutivi,[24] e Weiss lo ha dimostrato nel suo video, sebbene ne abbia sostenuto la comicità.

Un metodo conveniente nella fornitura di servizi di traduzione del linguaggio dei segni è il ricorso ad avatar della lingua dei segni animati digitalmente, come SiMAX. La World Federation of the Deaf sostiene l'utilizzo di avatar per "informazioni pre-registrate e statiche ai clienti, per esempio negli hotel o nelle stazioni ferroviarie",[25] e non per rimpiazzare i traduttori umani.[26]

In Italia, grazie all’approvazione della legge 104 del 1992 su “I diritti degli handicappati”, nasce ufficialmente il servizio di interpretariato vero e proprio.[27] Con la Risoluzione del 23 novembre 2016 sulle lingue dei segni e gli interpreti di lingua dei segni professionisti (2016/2952(RSP)), il Parlamento europeo ha invitato esplicitamente gli Stati membri a promuovere la formazione sia degli interpreti sia degli insegnanti della lingua dei segni, con percorsi di livello universitario almeno triennale.[28] Tuttavia, in Italia la formazione degli interpreti di lingua dei segni non ha una via unica e non è regolamentata dallo Stato: il risultato è la proliferazione di corsi molto diversificati tra loro, per numero di ore di formazione, organizzazione della didattica, qualificazione dei formatori e piano di studi.[28] Le associazioni di categoria principali sono l'ANIOS (Associazione Nazionale Interpreti Operatori per Sordi), fondata il 17 giugno 1987, e l'ANIMU (Associazione Nazionale Interpreti di Lingua dei Segni Italiana), fondata il 21 dicembre 1987.

L'interpretazione giuridica, legale o di tribunale avviene nelle corti di giustizia, nei tribunali amministrativi e ovunque si tenga un procedimento legale (ad esempio in stazione di polizia per un interrogatorio, in una sala riunioni per una deposizione o per deporre una dichiarazione giurata). L’interpretazione legale può essere, per esempio, l’interpretazione consecutiva della dichiarazione di un testimone o l’interpretazione simultanea di un intero processo, attraverso strumenti elettronici, per una persona o per tutte le persone presenti. In un contesto legale, dove le conseguenze di una errata interpretazione potrebbero essere estremamente gravi — e dove l'interpretazione stessa può assumere rilevanza probatoria diretta[29] — la precisione è di primaria importanza. Possono essere impiegati gruppi di due o più interpreti, di cui uno interpreta attivamente e l’altro controlla per maggiore accuratezza.

Il diritto a un interprete competente per chiunque non capisca la lingua del tribunale (specialmente per un accusato in un processo penale) è solitamente considerato una norma fondamentale di giustizia, ed è spesso garantito in costituzioni nazionali, dichiarazioni dei diritti e leggi fondamentali che regolano il sistema giudiziario, o da precedenti stabiliti dalle più alte giurisdizioni. Non è comunque una procedura costituzionalmente richiesta (negli USA) che un interprete sia presente a un interrogatorio di polizia,[30] ed è stato spesso oggetto di controversie, soprattutto in casi in cui immigrati illegali privi di conoscenza dell'inglese venivano accusati di crimini.

Negli Stati Uniti, in base alle norme vigenti per ogni Stato e sede processuale, gli interpreti giudiziari lavorano solitamente da soli quando l’interpretazione è consecutiva, o in gruppo quando è simultanea. Oltre alla padronanza pratica della lingua di partenza e di arrivo, agli interpreti giudiziari è richiesta una completa conoscenza della legge e delle procedure legali e giudiziarie; è spesso richiesta un'autorizzazione formale dallo Stato per lavorare nelle corti, e solo dopo averla ottenuta sono chiamati interpreti giudiziari certificati. In molte giurisdizioni, l’interpretazione è considerata parte essenziale delle prove: un’interpretazione incompetente, o semplicemente la mancanza di fiducia nell’interprete, può portare all'annullamento del processo.

Interpretazione di comunità

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Consiste in un tipo di interpretazione che si svolge in campo legale, sanitario, federale e locale, sociale, abitativo, ambientale, educativo e dei servizi di benessere. Questa modalità non va confusa con l'interpretazione di volontariato, essendo svolta da interpreti professionisti. Nell’interpretazione di comunità esistono fattori che determinano e influenzano la produzione linguistica e comunicativa, come il contenuto emotivo, l'ambiente sociale ostile e polarizzato, lo stress, i rapporti di potere tra i partecipanti e il grado di responsabilità dell’interprete: in molti casi da quest'ultimo può dipendere anche la vita di una persona.

L'interpretazione medica è un sottoinsieme dell’interpretazione per i servizi pubblici, condotta da un interprete esperto del campo che facilita la comunicazione tra il personale sanitario e il paziente e/o i suoi familiari, o tra personale sanitario che parla lingue diverse. In alcune situazioni, il personale medico multilingue può partecipare a tempo parziale come membro di banche linguistiche interne.[31] A seconda delle esigenze specifiche del paese/Stato, all'interprete è spesso richiesta una certa conoscenza della terminologia medica, delle procedure comuni, dei procedimenti di intervista ai pazienti, dei processi d’esame e dei funzionamenti quotidiani dell'ospedale o della clinica. Gli interpreti medici agiscono spesso come legami culturali per chi non si sente particolarmente a proprio agio in un ambiente ospedaliero, clinico o medico.

In alcuni paesi non è più obbligatorio possedere un certificato per gli interpreti medici: ad esempio, a partire dal 2012, negli ospedali cinesi l'interpretazione è principalmente svolta da medici specializzandi che conoscono bene sia il cinese che l'inglese. Quando un paziente ha bisogno di un servizio in lingua inglese, il più delle volte viene quindi indirizzato a un membro dello staff riconosciuto dai colleghi come competente in inglese; l'effettiva qualità di tale servizio è tuttavia sconosciuta alla comunità degli interpreti, che raramente riceve l'accreditamento nella comunità medica per tale tipo di traduzione.

Gli interpreti che lavorano nel settore sanitario possono essere considerati “operatori delle professioni sanitarie”. Negli Stati Uniti, fornire un interprete medico è richiesto dalla legge, nello specifico dal titolo VI della legge sui diritti civili del 1964, che vieta la discriminazione sulla base della razza, del colore o della nazionalità d’origine in qualsiasi programma o attività che riceva fondi federali o altra assistenza finanziaria federale.[32] Poiché gli ospedali sono finanziati dal governo federale, questa legge impone loro di fornire un interprete professionista a qualsiasi paziente che ne abbia bisogno.

Per la sua natura, l'interpretazione mediatica deve essere condotta in modalità simultanea. È prevista in particolare per le trasmissioni televisive in diretta, come conferenze stampa, interviste dal vivo o registrate con politici, musicisti, artisti, sportivi o persone del mondo degli affari. L’interprete deve sedersi in una cabina insonorizzata dove idealmente può vedere gli oratori su un monitor e sul set; tutte le attrezzature devono essere controllate prima dell'inizio della registrazione. In particolare, i collegamenti via satellite devono essere verificati due volte per garantire che la voce dell'interprete non ritorni indietro e che quest’ultimo possa ascoltare un solo canale alla volta. Nel caso di interviste registrate fuori dallo studio e di alcuni programmi di attualità, l’interprete traduce ciò che sente da un monitor televisivo; il rumore di fondo può essere un problema serio. L'interprete che lavora per i media deve sembrare disinvolto e sicuro come un presentatore televisivo.

L'interpretazione mediatica ha acquisito maggiore visibilità e presenza soprattutto dopo la guerra del Golfo, quando i canali televisivi hanno iniziato ad assumere nello staff interpreti simultanei che traducono conferenze stampa, cicalini telefonici, interviste e trasmissioni simili in diretta per gli spettatori. Essa è più stressante di altri tipi di interpretazione, in quanto l'interprete deve affrontare una vasta gamma di problemi tecnici uniti ai problemi della sala di controllo e alle discussioni durante la diretta.

I servizi di interpretazione possono essere forniti in diverse modalità: la più comune è quella in loco.

Chiamata anche "interpretazione in-persona" o, in modo più colloquiale, "faccia a faccia", questa modalità richiede che l'interprete sia fisicamente presente affinché l'interpretazione abbia luogo: tutte le parti che desiderano parlare l'una con l'altra si trovano di solito nello stesso posto. È di gran lunga la modalità più comune usata per la maggior parte dei servizi pubblici e sociali.

Chiamata anche "interpretazione al telefono" o "tele-interpretazione", consente l'interpretazione tramite telefono. Può essere utilizzata sia in ambito comunitario che congressuale, e può sostituire l'interpretazione in loco quando non è disponibile un interprete nel luogo richiesto; più comunemente è usata per situazioni in cui tutte le parti già comunicano tra loro per telefono (ad esempio in applicazioni telefoniche per assicurazioni o carte di credito, o in richieste di informazioni dai consumatori alle imprese). L’Australia è stato il primo paese a offrire, già nel 1973, un servizio di interpretazione dialogica telefonica.[33]

I servizi di video-interpretariato da remoto (Video Remote Interpreting, VRI) o di video trasmissione (Video Relay Service, VRS) sono utili in caso di barriere nella lingua parlata, dove il riconoscimento visivo-culturale è rilevante, e ancor di più quando una delle parti è sorda, con problemi di udito o di parola (muto). In questi casi la direzione dell'interpretazione avviene normalmente all’interno della stessa lingua principale, come dal francese dei segni (LSF) al francese parlato e dallo spagnolo dei segni (LSE) allo spagnolo parlato. Sono inoltre disponibili, anche se con minore frequenza, interpreti della lingua dei segni multilingue, in grado di tradurre anche tra lingue principali (ad esempio da e verso LSE, da e verso l'inglese parlato); tali attività comportano un notevole sforzo da parte del traduttore, in quanto le lingue dei segni sono lingue naturali distinte, con costruzione e sintassi proprie, diverse dalla versione sonora della stessa lingua principale.

Con la video interpretazione, gli interpreti della lingua dei segni lavorano a distanza con segnale video e audio in diretta, in modo da poter vedere la parte sorda o muta, conversare con quella udente e viceversa. Come per l'interpretazione telefonica, la video interpretazione può essere utilizzata quando non sono disponibili interpreti in loco, ma non quando tutte le parti parlano solo per telefono. Le interpretazioni VRI e VRS richiedono che tutte le parti dispongano delle attrezzature necessarie; alcune attrezzature avanzate consentono agli interpreti di controllare la videocamera, per regolarne lo zoom e per puntarla verso la parte che sta usando la lingua dei segni.

Interpretazione a distanza

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Con il sempre più rapido sviluppo delle information and communication technologies e, più specificamente, delle tecnologie di comunicazione a distanza, si sono sviluppate anche tecnologie, organizzazioni e aziende volte a permettere che anche l’interpretazione, come molte altre forme di comunicazione, si possa offrire a distanza.[34]

L’interpretazione dialogica, cioè l'interpretazione di un'interazione spontanea faccia a faccia,[35] è la prima modalità di interpretazione che si presta a funzionare a distanza, grazie a una serie di fattori che la differenziano dalla conferenza come evento comunicativo.[36] Si tratta infatti di una modalità utilizzata con enorme frequenza e in una grande varietà di ambiti; si utilizza inoltre normalmente in contesti meno formali rispetto all'interpretazione di conferenza, e gli eventi comunicativi dialogici hanno solitamente una durata inferiore rispetto alle conferenze.

L’interpretazione di conferenza si presta più facilmente, cioè con meno difficoltà tecnologiche, all'interpretazione a distanza nella sua modalità consecutiva, dato che il testo originale e quello interpretato si trasmettono in maniera non simultanea. Più complicata risulta invece essere la simultanea, che è d’altra parte la modalità di interpretazione di conferenza più richiesta sul mercato.[37] In questo caso, alcune aziende di servizi linguistici e informatici hanno intrapreso il cammino della simultanea a distanza,[38] offrendo un servizio in cui l’interprete, lavorando dal proprio ufficio, interpreta simultaneamente un evento che si tiene altrove, mentre il pubblico ascolta l’interpretazione attraverso un’applicazione per smartphone, tablet o PC.

Nonostante sia la modalità tecnologicamente meno problematica per il suo sviluppo a distanza, l’interpretazione dialogica a distanza presenta difficoltà specifiche dovute proprio al suo carattere dialogico e di interazione, in cui l’interprete forma effettivamente parte della triade comunicativa.[39][40] La capacità di lavorare a distanza in interpretazione dialogica richiede una serie di abilità che si differenziano, almeno in parte, in assenza di presenza fisica, da quelle utilizzate nell’interpretazione presenziale.[41]

L’interpretazione dialogica bilaterale può essere fornita dall'interprete attraverso il telefono (interpretazione telefonica) o in video conferenza (Video Relay Interpreting, VRI).

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La strumentazione tecnica per l'interpretazione simultanea alla Corte di Giustizia europea.

La maggior parte degli interpreti che svolgono la loro attività a tempo pieno lavorano per agenzie telefoniche di interpretazione, istituzioni sanitarie, tribunali, scuole e organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite (per il servizio di interpretariato delle Nazioni Unite), l'Unione europea o l'Unione Africana.

Il principale datore di lavoro mondiale per gli interpreti è attualmente la Commissione europea,[42] che assume centinaia di interpreti, free-lance e di ruolo, che lavorano con le lingue ufficiali dell’Unione europea. Le altre istituzioni dell’Unione europea (il Parlamento europeo e la Corte di Giustizia) dispongono di servizi di interpretariato più limitati.

Le Nazioni Unite assumono interpreti in quasi tutte le loro sedi nel mondo; disponendo di sole sei lingue ufficiali (inglese, francese, russo, cinese, spagnolo e arabo), sono tuttavia un datore di lavoro più piccolo rispetto all'Unione europea. Gli interpreti possono anche lavorare come liberi professionisti nelle loro comunità locali, regionali o nazionali, o a contratto nell'ambito di un'azienda di interpretazione. I militari spesso usano interpreti per comunicare meglio con la popolazione locale: un esempio degno di nota è l'esercito americano durante la guerra in Iraq e in Afghanistan.

Ci sono diverse associazioni di interpretazione e traduzione nel mondo, tra cui l’australiana NAATI (National Accreditation Authority for Translators and Interpreters), l'AIIC (Associazione Internazionale Interpreti di Conferenza), la cinese CATTI (China Accreditation Test for Translators and Interpreters), la canadese CTTIC (Canadian Translators, Terminologists and Interpreters Council) e la britannica ITI (Institute of Translation & Interpreting).

Certificazioni

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Non esiste un esame o un’agenzia che rilasci una determinata certificazione per ogni tipo di interpretazione. Per quanto riguarda l’interpretazione di conferenza, esiste l’International Association of Conference Interpreters, o AIIC. Per le certificazioni in specifiche regioni, paesi o città, valgono standard propri: in molti casi, il titolo di studio conseguito in un’università di un certo calibro funziona da certificazione de facto per l’interpretazione di conferenza.

Il certificato più riconosciuto di interpretazione e traduzione nella Repubblica Popolare Cinese è il China Accreditation Test for Translation and Interpretation, abbreviato CATTI, rilasciato dal Ministero delle Risorse Umane e della Sicurezza Sociale cinese. Si tratta di un test di acquisizione professionale implementato in tutto il paese secondo norme uniformi, che valuta le capacità di traduzione e interpretazione bilingue degli esaminati. La certificazione CATTI fu introdotta nel 2003; verso la fine del 2013, vennero tenuti in tutta la nazione numerosi test di differenti livelli in inglese, francese, giapponese, russo, tedesco, spagnolo e arabo.

Uso dei certificati di traduzione e interpretazione

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Gli esaminati che passano il CATTI e ottengono le certificazioni in traduzione e interpretazione acquisiscono anche titoli professionali corrispondenti nello stesso campo.

  • Traduttore e interprete Senior – professore in traduzione e interpretazione
  • Traduttore o interprete di Livello 1 – professore associato in traduzione e interpretazione
  • Traduttore o interprete di Livello 2 – traduttore o interprete
  • Traduttore o interprete di Livello 3 – assistente traduttore o interprete

Diffusione del CATTI

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Istituzioni importanti dell'Australia, Francia, Giappone, Repubblica di Corea, Singapore e altri paesi, come anche la Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong e la regione di Taiwan, hanno stabilito rapporti di lavoro con il CATTI.

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Collegamenti esterni

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