Hackmeeting
| Hackmeeting | |
|---|---|
| Periodo | 1998 - oggi |
| Frequenza | Annuale |
| Sito ufficiale | www.hackmeeting.org |
L'hackmeeting (hackit) è un incontro annuale dedicato alla cultura hacker e alle controculture digitali, nato in Italia nel 1998[1]. L'evento riunisce persone interessate all'informatica, alle libertà digitali e all'impatto sociale e politico delle tecnologie, promuovendo una riflessione critica sui modelli di sviluppo e di utilizzo degli strumenti digitali. Nel contesto dell'Hackmeeting, il termine hacker indica chi esplora, comprende e modifica sistemi tecnologici con un approccio orientato alla condivisione delle conoscenze, alla sperimentazione e all'autonomia tecnica. Attraverso conferenze, tavole rotonde, laboratori e altre iniziative definite hacklab[2], l'evento favorisce il confronto su temi quali il software libero, la privacy, la sicurezza informatica, i diritti digitali e l'accesso aperto alla conoscenza[3]. A partire dal 2000, l'evento si svolge regolarmente anche in Spagna e successivamente anche in Bolivia, Santiago del Cile e Messico. Gli hackmeeting d'Italia e Spagna, pur condividendo nome e principi, sono eventi organizzati indipendentemente l'uno dall'altro.
L'evento
[modifica | modifica wikitesto]Come definito dagli organizzatori, l'hackmeeting è "l’incontro annuale delle controculture digitali italiane, di quelle comunità che si pongono in maniera critica rispetto ai meccanismi di sviluppo delle tecnologie all’interno della nostra società"[4]. È un incontro di tre giorni, autogestito e autofinanziato. Si tiene tradizionalmente all'interno di centri autogestiti di città ogni anno diverse. La prima edizione del hackmeeting Italiano è stata quella tenutasi al CPA di Firenze sud, nel 1998[5].
Ogni incontro è composto da due ambienti: il workshop (ambiente di formazione basato nella condivisione di conoscenza) e il Lanspace (spazio d'incontro informale e creativo). Al hackmeeting vengono trattati diversi argomenti tra cui privacy, copyright, crittografia, intelligenza artificiale, divario digitale, sistemi GNU/Linux e software libero in generale. La rete di Hackmeeting è stata regolata per anni dal DHCP umano. Gli eventi vengono organizzati e preparati attraverso una mailing list[6]. Non esiste quindi un comitato centrale organizzativo: tutti gli interessati possono contribuire sia alla progettazione dell'evento che alla realizzazione pratica.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Hackmeeting Italiano
[modifica | modifica wikitesto]| Data | Città | Luogo | Tagline | Sito |
|---|---|---|---|---|
| 5-7 giugno 1998 | Firenze | Centro Popolare Autogestito CPA FI-sud[7] | Contro ogni barriera, per la libera circolazione del sapere | Sito |
| 18-20 giugno 1999 | Milano | CSOA Deposito Bulk[8] | di fronte a un mondo che cambia bisogna cambiare scatola degli attrezzi | Sito |
| 16-18 giugno 2000 | Roma | Csoa Forte Prenestino[9] | Make your choice, take your time, free your life | Sito |
| 22-24 giugno 2001 | Catania | CSA Auro[10] | Come to meet Mufhd0 | Sito |
| 21-23 giugno 2002 | Bologna | Teatro Polivalente Occupato[11] | Hack your brain | Sito |
| 20-22 giugno 2003 | Torino | El Barrio[12] | - | Sito |
| 2-4 aprile 2004 | Genova | Lab. Buridda[13] | Fight for your knowledge | Sito |
| 17-19 giugno 2005 | Napoli | CSOA Terra Terra[14] | - | Sito |
| 1-3 settembre 2006 | Parma | Stabile occupato per l'occasione in strada Buffolara 8 | Building a different net | Sito |
| 28-30 settembre 2007 | Pisa | Centro sociale Rebeldia[15] | Ten years nerdcore | Sito |
| 26-28 settembre 2008 | Palermo | Centro Sociale Occupato Ask191[16] | - | Sito |
| 19-21 giugno 2009 | Rho (Milano) | Centro Sociale SOS Fornace[17] | Hack your fear | Sito |
| 2-4 luglio 2010 | Roma | Centro Sociale Autogestito La Torre[18] | Fight control | Sito |
| 24-26 giugno 2011 | Firenze | Centro Sociale Autogestito nEXt Emerson[19] | Seize the time | Sito |
| 29 giugno-1 luglio 2012 | L'Aquila | Asilo Occupato[20] | Hack the Town | Sito |
| 7-9 giugno 2013 | Cosenza | area ex-officine FdC[21] | foraffascinu/foramaluacchiu | Sito |
| 27-29 giugno 2014 | Bologna | spazio pubblico autogestito xm24[22] | hack's not dead | Sito |
| 19-21 giugno 2015 | Napoli | Mensa occupata | Sito | |
| 3-5 giugno 2016 | Pisa | Polo Fibonacci dell'Università di Pisa | Sito | |
| 15.18 giugno 2017 | Venaus, Val di Susa | Borgata 8 dicembre | Sito | |
| 6-8 luglio 2018 | Genova | LSOA Buridda | Sito | |
| 30 maggio - 2 giugno 2019 | Firenze | nEXt Emerson | Sito | |
| 10-13 settembre 2020 | Roma | Csoa Forte Prenestino[9] | Sito | |
| 3-5 settembre 2021 | Bologna | Casona di Ponticelli | Sito | |
| 9-11 settembre 2022 | Torino | CSOA Gabrio | Sito | |
| 7.10 settembre 2023 | Gallico (Reggio Calabria) | CSOA Cartella | Sito | |
| 14-16 giugno 2024 | Brescia | CSA Magazzino 47[23] | ||
| 30 maggio - 1 giugno 2025 | Cagliari | Sa domu[24] | ||
| 12-14 giugno 2026 | Firenze | CSA NextEmerson, Firenze[25] | L’ansia è un ingranaggio collettivo |
Firenze 1998
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Il primo Hackmeeting viene organizzato al Cpa di Firenze. Il gruppo organizzativo è composto da persone attive all'interno di Strano Network[26], mailing list Cyber Rights, Hacklab di Firenze, Avana BBS, ECN, Freaknet, Decoder, Metro Olografix e la rete Cybernet, che decidono di organizzare un incontro a seguito del primo giro di vite contro gli hacker italiani (il cosiddetto Italian Crackdown del 1994).
I media iniziavano ad accorgersi del fenomeno digitale e identificavano il tentativo di capire la logica delle nuove tecnologie come fenomeno "criminale". La comunità hacker invece voleva sottolineare che il computer era uno strumento di massa, domestico e non solo tecnico-universitario o militare, di controllo o di mercato. L'informazione che passava su quella rete di PC doveva essere libera. Radio Cybernet, prima webradio italiana, trasmetteva i seminari sul web. Da allora, la radio ci sarà praticamente ogni anno. I tre giorni di Firenze sono quelli in cui nasce l'attuale impianto dell'hackmeeting. Il messaggio era: usciamo dal digitale e portiamo nel reale e alla portata di tutti questioni tecniche e opportunità di comunicazione diretta; siamo noi a dirtelo senza mediazioni (lo slogan "don't hate the media, become the media" da lì a qualche anno avrebbe affiancato "information wants to be free"). Quell'anno esce Kryptonite, un libro che raccoglie howto su strumenti specifici, legati alla privacy e all'anonimato (anonymous remailer, gpg, packet radio). L'intenzione divulgativa dell'hackmeeting è chiara. All'hackmeeting partecipa tutta la scena più rappresentativa dell'underground italiano. La prima generazione di hacker che si riconosce nel termine non nel senso più comunemente attribuito dai media. Strumenti tecnici: corsi di Linux per principianti e workshop sulla accessibilità delle tecnologie e dei siti.[27]
Milano 1999
[modifica | modifica wikitesto]La seconda edizione del Hackmeeting viene organizzata a Milano al Deposito Bulk. Tra gli ospiti presenti all'evento vi è Wau Holland, membro storico del Chaos Computer Club (CCC), un hacker libertario cofondatore del CCC tedesco; tra i seminari è particolarmente importante quello sui protocolli di comunicazione, che presenta il funzionamento dei protocolli di rete e i temi connessi alla loro vulnerabilità. Con l'obiettivo di prolungare gli incontri oltre i tre giorni dell'Hackmeeting, l'evento dà origine agli hacklab, come uno spazio di incontro, lavoro, laboratorio e disseminazione[27]
Roma 2000
[modifica | modifica wikitesto]Si svolge al Forte Prenestino, sede di Avana BBS, ed è il primo hackmeeting organizzato con gli hacklab, diventati ormai realtà concrete. Jaromil si presenta con il software HasciiCam, costruendo le relazioni declinate in altri ambiti come la net art, aspetto artistico, giocoso e capace di critica dell'hacking. È anche un hackmeeting dedicato ai diritti in rete, alla cooperazione sociale, all'accessibilità in rete. Molti i seminari su etica e web.
Catania 2001
[modifica | modifica wikitesto]Si svolge al Freaknet media lab. È l'hackmeeting più intenso dal punto di vista del numero di ore passato sul codice. Vengono presentati il progetto autistici.org/inventati.org[28] come server autogestito che si affiancava a ecn[29], e Bolic1, che diventerà poi dyne:bolic (the media hacktivist tool). Il Freaknet propone nelle università scientifiche di Catania che si adotti il software libero come software di base e all'hackmeeting viene proposto di estenderlo anche ad altre città. Passeranno per questo meeting anche quelli che poi creano il media center del G8 di Genova. Vengono proposti strumenti e persone che poi si coaguleranno per dare vita a media come Indymedia. Si inizia a parlare di reddito e lavoro nella net economy. Strumenti tecnici: si tiene un seminario di Reverse engineering, ovvero modificare il comportamento di un programma senza conoscere il codice sorgente.
Bologna 2002
[modifica | modifica wikitesto]Organizzato al Teatro Polivalente Occupato. La parola mediattivismo è ormai diffusa, Indymedia è un media consolidato, NGvision rappresenta un archivio video su web consistente, ci sono le telestreet, l'hackmeeting diventa non più solo da hacker ma da attivismo media, e non a caso compaiono le donne. Viene presentato il Progetto Winston Smith. Partecipa Richard Stallman. Viene testata una prima rete neurale. Viene presentato il libro Hacktivism. La libertà nelle maglie della rete[30] di Arturo Di Corinto e Tommaso Tozzi. Strumenti tecnici: viene presentato il Retrocomputing ovvero la passione per il recupero dell'hardware.
Torino 2003
[modifica | modifica wikitesto]Si tiene al Barrio. Dal collettivo di donne del sexy shock di Bologna viene posta la questione genere/tecnologie. Alle aule vengono dati nomi storici dell'anarchismo. Strumenti tecnici: Honeypots, sicurezza informatica sul web sono tra gli argomenti trattati. Wireless diffuso.
Genova 2004
[modifica | modifica wikitesto]Si svolge al Buridda. Si apre ulteriormente l'ambito, vengono presentati seminari di robotica, ma anche sulla prostituzione. E soprattutto a partire da ReLOAd[31] di Milano viene lanciato il concetto di reality hacking, hacking della vita quotidiana e della politica, chiedendo agli hacklab di uscire dagli stretti ambiti nerd per entrare in quelli più allargati dell'agire politico. Strumenti tecnici: Bluetooth security è uno dei seminari.
Napoli 2005
[modifica | modifica wikitesto]Si tiene al TerraTerra. Viene presentato Open non è free. Comunità digitali tra etica hacker e mercato globale[32], il secondo libro che esce dalla comunità di hackmeeting, questa volta a firma Ippolita, un gruppo di ricerca indipendente che fa capo a ReLOAd l'hacklab di Milano. Visto che nella società iniziano a circolare i concetti di open source e di software libero, la comunità sente la necessità di approcciare in maniera critica queste tematiche, che sono ormai assorbite anche dal mercato, per interrogarsi sulle possibili vie di fuga[33][34]. Strumenti tecnici: introduzione al Phreaking, ovvero come telefonare gratis, dal fischietto di Captain Crunch al vOIP.
Parma 2006
[modifica | modifica wikitesto]Organizzato dal collettivo "Mario Lupo". Gli hacklab non sono più l'elemento principale di organizzazione, ma c'è una percezione più comunitaria, che permette l'occupazione di uno spazio per la durata dell'hackmeeting. L'occupazione prende la forma politica di una zona temporaneamente autonoma (TAZ), anche se c'era la speranza di fare molto di più (tenere il posto, che poi invece verrà sgomberato).
Nell'ambito dei seminari si apre ulteriormente l'applicazione della filosofia hack in ambiti vari, per esempio, Serpica Naro e la licenza open per la produzione materiale, bucare un sistema che non è solo informatico ma reale e di mercato.
Viene presentato in anteprima[35] The darkside of Google[36], scritto dal gruppo Ippolita[37], una feroce critica tecnica e interdisciplinare al nascente impero di Google[38]. Il volume uscirà l'anno successivo con il titolo di Luci e ombre di Google. Futuro e passato dell'industria dei metadati[39][40], sempre in versione copyleft, per la casa editrice Feltrinelli. Il libro, anche grazie all'aiuto degli hacklab europei, viene tradotto in Francia[41][42][43][44], in Spagna[45] e in Olanda[46] con il supporto di Geert Lovink, uno dei più noti critici europei delle culture digitali, attraverso I'Institut of Network Culture, che lo mette a disposizione gratuitamente, copyleft in versione integrale[47].
Strumenti tecnici: Web semantico e Ontologie informatiche; si discute di Copyleft e fightsharing.
Pisa 2007
[modifica | modifica wikitesto]Organizzato presso il Rebeldia. Rispetto all'anno precedente si recupera di nuovo sul profilo internazionale, partecipano Emmanuel Goldstein, esponente della scena americana storica dei phreakers e media hacktivist. Andy Müller-Maguhn, membro del Chaos Computer Club, esordisce dicendo "il CCC nasce come progetto politico", segno di come in Europa sin dal 1982 si considerava il potenziale politico dell'hacking come concetto, Armin Medosh, che fa una ricostruzione storica in chiave marxista dell'evoluzione tecnologica. Appaiono seminari che impongono una presa di coscienza collettiva ecologica: viene fatto il seminario hack the bread, che riporta l'accento su pratiche politiche anche a livello personale. Viene introdotto lo spazio capanne dei suchi, uno spazio diverso dal workshop, di discussione libera e lavoro in comune. Strumenti tecnici: Metodi di compromissione dell'anonimato, come difendersi. Voip Security, necessità di attenzione anche su Voip. IPSec, Meccanismi per proteggersi da attacchi basati sull'analisi statistica del traffico (Web site fingerprinting, ecc).
Palermo 2008
[modifica | modifica wikitesto]Organizzato all'AsK 191. Hackmeeting importante per il luogo, conferma uno spirito forte comunitario. L'impronta ecologista continua, si parla di compost, di rifiuti, di energia solare e onde radio. Sharing not exploiting: Prosumer vs. Corporation, riflessione su social network e web 2.0, ritorni economici delle corporation. Dal punto di vista dell'immaginario compare il workshop sullo steampunk, il dopo cyberpunk. Strumenti tecnici: Web semantico, come approccio al web 3.0
Milan] (Rho) 2009
[modifica | modifica wikitesto]Organizzato allo SOS Fornace. Di nuovo l'hackmeeting va a supportare un'autogestione in difficoltà. Lo scenario è Rho, nell'interland milanese devastato dalla speculazione dell'expo, in un enorme capannone vuoto occupato da pochi giorni. Si parla di paura, di creazione della paura e delle vie di fuga dal modello sociale fondato sulla diffidenza e la contesa di risorse indotto da questa paura. L'icona dell'Hack-IT è il babau, il mostro cattivo delle favole. Si stabilizza tra le tematiche l'interesse per il precariato e modelli di vita conseguenti. Si inaugura la pratica dei "warm-up", seminari introduttivi ad HackMeeting, organizzati durante le settimane immediatamente precedenti sia nella città ospite che nel resto d'Italia. A livello di immaginario si parla di fantascienza, di retrocomputing e restauro, videogiochi per cellulari, riuso creativo, sintetizzatori autocostruiti, guerrilla gardening ma anche giardinaggio automatizzato.
Strumenti tecnici: streaming audio/video giss, sniffjoke, reti gsm, reti mesh, arduino.
Roma 2010
[modifica | modifica wikitesto]Organizzato al C. S.A La Torre. Si campeggia tra gli ulivi del parco dell'Aniene, alla periferia di Roma, durante un'estate torrida, in uno scenario completamente diverso dai capannoni industriali dell'hinterland milanese dell'anno precedente. Si parla del sempre crescente controllo e degli strumenti da questo utilizzati. Fra i temi centrali la critica al copyright, la sorveglianza digitale e l'autoproduzione. Le tematiche ecologiste rientrano dalla porta principale con il seminario sulle pale microeoliche autocostruite, la presentazione della rete per l'autocostruzione e il seminario sugli orti urbani.[48] Nel Lanspace si "smanetta" con arduino, un modello di quadricottero radiocomandato, sintetizzatori giocattolo modificati per generare suoni più interessanti, una stampante 3d e tanti access-point wifi in rete mesh (mesh networks). Ospite dell'HackIt Margaret Killjoy, un autore dello Steampunk Magazine, rivista autoprodotta americana presentata assieme a Ruggine, una rivista autoprodotta italiana di racconti e disegni. Affollatissimo il seminario di pr0n, estensione di Firefox.
Firenze 2011
[modifica | modifica wikitesto]Alla quattordicesima edizione dell'hackmeeting presso il centro sociale Ex-Emerson di Firenze i temi portanti sono privacy, sicurezza, copyright, GNU/Linux. Ospite d'eccezione l'hacker Richard Stallman, iniziatore del movimento del software libero che si scaglia contro Facebook che non favorisce la condivisione dei contenuti e contro Google perché non garantisce la privacy. Nell'incontro fiorentino è la volta della politica in rete. Partecipa anche il giornalista e scrittore Carlo Formenti che discute di diritti, lavoro, economia, con un folto gruppo di attivisti digitali, ci sono anche programmatori italiani obbligati a emigrare in Irlanda per un posto di lavoro. Partecipano anche i rappresentanti degli indignados spagnoli e nomi storici delle controculture digitali italiane.[49]
Strumenti tecnici: viene presentato n-1 y Lorea, il social network alternativo degli indignados spagnoli.
L'Aquila 2012
[modifica | modifica wikitesto]Organizzato presso l'Asilo Occupato dell'Aquila, in viale Duca degli Abruzzi, l'Hackmeeting italiano del 2012 è stato caratterizzato dalla consueta tre giorni di seminari e workshop sotto lo slogan "Hack the Town", anche in relazione al terremoto dell'Aquila del 2009. Si parla di apps per smartphone, di privacy nei social network e della presunta sicurezza di reti e dispositivi digitali. Ma anche di "contrasessualità come tecnologia di resistenza", di videocamere di sorveglianza e di retrocomputing.[50]
Cosenza 2013
[modifica | modifica wikitesto]Organizzato nell'area occupata delle ex officine Ferrovie della Calabria, in via Popilia/viale Mancini, dal 7 al 9 giugno. Il tema scelto è la "iattura del controllo", lo scopo dell'Hackmeeting 2013 è quello di stimolare una nuova saggezza popolare 2.0 per far fronte alle forze avverse che minacciano le libertà di espressione e di condivisione nella rete. Tramite richiami alla tradizione popolare si analizzano le nuove tecnologie con il fine di sottrarle dal controllo di chi vuole monopolizzare lo sviluppo, relegandoci in spazi virtuali sempre più stretti. L'attività di chi controlla i movimenti in rete, per affari, o per controllo è il tema chiave, ma gli argomenti trattati sono stati molteplici: dal software libero al mediattivismo, dalla privacy alle tecnologie di comunicazione, dalla robotica ai diritti digitali, dalla contrasessualità alle relazioni di inchiesta sui software spia utilizzati da governi e non, tutto questo analizzando in modo critico l'impatto della tecnologia sulle relazioni sociali. La lista dei seminari è stata ricca e variegata, particolarmente interessanti i seminari sulla sicurezza, tra i quali spiccano il seminario sui malware di boyska, quello sulle honeypot di Ono-Sendai e Kbyte e quello sui managed code rootkit di int80h e spike.
Strumenti tecnici: malware, honeypot, rootkit, anonimato, Raspberry Pi, pentesting
Bologna 2014
[modifica | modifica wikitesto]Dopo 12 anni, il 27-28-29 giugno[51] 2014 l'hackmeeting torna a Bologna nello spazio pubblico autogestito xm24[22] Il collettivo Ippolita presenta un seminario di crypto genealogia[52] a partire dal loro libro copyleft Nell'acquario di Facebook. La resistibile ascesa dell'anarco capitalismo[53] pubblicato nel 2012.
Napoli 2015
[modifica | modifica wikitesto]Nella Mensa Occupata di via mezzocannone.
Pisa 2016
[modifica | modifica wikitesto]Presso il Polo Fibonacci dell'Università di Pisa.[54]
Venaus 2017
[modifica | modifica wikitesto]Presso lo spazio "Borgata 8 dicembre" del comune di Venaus in Val di Susa.[55]
Genova 2018
[modifica | modifica wikitesto]Presso il Laboratorio Sociale Occupato Autogestito Buridda.[56]
Firenze 2019
[modifica | modifica wikitesto]Presso il CSOA Next Emerson
Roma 2020
[modifica | modifica wikitesto]Presso il CSOA Forte Prenestino
Bologna 2021
[modifica | modifica wikitesto]Presso la Nuova Casa del Popolo di Ponticelli
Torino 2022
[modifica | modifica wikitesto]Presso il CSOA Gabrio, sito in Borgo San Paolo
Reggio Calabria 2023
[modifica | modifica wikitesto]Presso il CSOA Angelina Cartella nel quartiere Gallico
Firenze 2026
[modifica | modifica wikitesto]La ventinovesima edizione dell'Hackmeeting si svolge dal 12 al 14 giugno 2026 a Firenze[57], all'interno del centro sociale CSA NextEmerson[58]. L'evento ha come tema "L’ansia è un ingranaggio collettivo"[59].
Hackmeeting spagnolo
[modifica | modifica wikitesto]- 2000: nel CSO Les Naus[60] (Barcellona).
- 2001: a Udondo Gaztetxea (Lejona)
- 2002: nel Labo03 (Madrid)
- 2003: a Euskal Jai / Iruñako Gaztetxea (Pamplona)
- 2004: nella Casa de la Paz e nel CSOA Casas Viejas (Siviglia)
- 2005: nell'isola di Minorca
- 2006: Mataró, Barcellona, 13, 14 e 15 ottobre de 2006. Parallelamente si tennero altri eventi nelle città di Chicago - e nella Okupa AKI[61] di Santiago del Cile,[62].
- 2007: nella vecchia fabbrica di pistole Astra, Guernica y Luno (Vizcaya), nel ponte del 12 ottobre, con il nome di Hackelarre.
- 2008: La Casa Invisible, Málaga, dal 17 al 19 de ottobre, con il nome di Hackinvisible[63]
- 2009: Patio maravillas, Madrid, dal 9 al 12 de ottobre, con il nome di + Mad Hack[64].
- 2010: Cárcel de Torrero, Saragozza, dal 21 al 24 de Ottobre, con il nome di Goza!hack.
- 2011: Megiahack, del 21 al 23 ottobre, alla Coruña.
- 2012: HackaFou, Vallbona, dal 12 al 14 ottobre a Ca la Fou
- 2013: HackGaraiak, dal 1 al 3 novembre nel CSOA Txirbilenea di Sestao, Vizcaya.
- 2014: Hackaleda, dal 10 al 13 ottobre a Marinaleda, Siviglia[65]
- 2015: HackNova, dal 6 al 9 novembre a Villanueva i la Geltrú, Barcellona.
- 2016: Hackstone, dal 29 al 31 ottobre en Añorga, San Sebastián.
- 2017: Ingoberhack, nel CSO la Ingobernable[66] dal 12 al 15 ottobre a Madrid.
Transhackmeeting
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2004 si è svolto anche la prima edizione del Transhackmeeting (25, 26 e 27 luglio), un evento internazionale tenutosi in Croazia nel CSO Monteparadiso di Pola.
Hackmeeting in Bolivia
[modifica | modifica wikitesto]- 2010: a La Paz, 14, 15, 16 e 17 ottobre[67].
- 2011: a La Paz, 18, 19 e 20 novembre[67].
- 2012: a Cochabamba, 29 e 30 settembre[68].
- 2013: a Santa Cruz de la Sierra, 10 e 11 agosto[69].
- 2014: a Potosí 27 e 28 settembre[70].
- 2015: a El Alto, 17 e 18 ottobre[71].
- 2016: a Beni, 9, 10, 11 settembre[72]
- 2017: a Santa Cruz de la Sierra, 22-23 settembre[73].
- 2018: a Tarija[74].
Messico
[modifica | modifica wikitesto]- Hackmitin 2009: Città del Messico, 10, 11 e 12 ottobre[75] nella Z.A.M.[76]
- Hackmitin 2010: Oaxaca, Oax, il 30 e 31 ottobre e 1º novembre nella Plaza del Carmen Alto e luoghi adiacenti.[77]
- Hackmitin 2011: Ojo de Agua, Estado de México, 28, 29 e 30 novembre[78] nella CEREZA.[79]
- Hackmitin 2012: Puebla, Puebla, 9, 10 e 11 novembre[80] nello Spazio Comunitario Acción Directa Autogestiva (ADA).[81]
- Hackmitin 2013: San Cristóbal de Las Casas, Chiapas. Si è tenuto dal 20 al 22 dicembre nel El Paliacate ne La Caverna, ambedue spazi Comunitari.[82]
- Hackmitin 2014: Querétaro, Qro. Dal 21 al 23 di novembre nella La Casa del Obrero.[83]
- Hackmitin 2015: San Luis Potosí, SLP. Dall'11 al 13 dicembre.[84]
- Hackmitin 2016: a Colima. Dal 9 all'11 dicembre,[85] nello spazio del Colima HackLab.[86]
- Hackmitin 2017: Città del Messico, 27, 28 e 29 ottobre[87], nello spazio del Rancho Electrónico.[88]
Cile
[modifica | modifica wikitesto]- 2006: si svolse nell'Okupa Republika550. L'attività si coordino con quella parallela dell'Hackiluro, l'hackmeeting spagnolo di Mataró.
- 2007: si è svolto della Kernelhouse[89] (chiamato Hack'prendiz[90]).
- 2009: il 10, 11, 12 ottobre nella Kernelhouse[89] (chiamato hAckBack).
- 2010: il 9-10 ottobre, sempre nella Kernelhouse[89] (chiamato hAckedrez).
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Definizione dell'Hackmeeting nell'edizione 2026, su hackmeeting.org. URL consultato il 13 giugno 2026.
- ↑ Raduno Hacker dal 12 al 14 giugno a Firenze, su www.nove.firenze.it. URL consultato il 13 giugno 2026.
- ↑ Glossario Hackmeeting in "+ Kaos: 10 anni di hacking e media attivismo", a cura di Laura Beritelli, Autistici/Inventati, Agenzia X, 2012, ISBN 978-88-95029-62-7, CC BY-SA-NC, pp. 267-268. https://www.autistici.org/who/book
- ↑ Come siamo || HackIT 2026, su hackmeeting.org. URL consultato il 21 maggio 2026.
- ↑ Valerio Mattioli, Novanta. Una controstoria culturale, Torino, Einaudi, 2025, ISBN 978-88-06-26623-3.
- ↑ , in Italia attualmente ospitata dal Progetto autistici/inventati
- ↑ Centro Popolare Autogestito CPA FI-sud, su ecn.org.
- ↑ CSOA Deposito Bulk, su ecn.org.
- 1 2 CSOA Forte Prenestino, su forteprenestino.net.
- ↑ CSA Auro (già sede del FreakNet MediaLab)
- ↑ Teatro Polivalente Occupato, su ecn.org.
- ↑ El Barrio | Contemporary Rock Contemporary People Contemporary Art Contemporary Lifestyle, su elbarrio.it.
- ↑ Lab. Buridda, su buridda.org.
- ↑ CSOA Terra Terra, su csoaterraterra.org (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2006).
- ↑ Centro sociale Rebeldia, su www1.autistici.org. URL consultato il 7 novembre 2007 (archiviato dall'url originale il 15 novembre 2007).
- ↑ Centro Sociale Occupato Ask191 Archiviato il 7 dicembre 2008 in Internet Archive.
- ↑ Sos Fornace, su sosfornace.org. URL consultato il 28 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 25 giugno 2011).
- ↑ CSA La Torre, su csalatorre.net. URL consultato il 14 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2013).
- ↑ Csa nEXt Emerson, su csaexemerson.it.
- ↑ Asilo Occupato (l'Aquila), su asiloccupatoaq.tumblr.com.
- ↑ Area ex Officine FdC Cosenza, su exofficinecosenza.noblogs.org. URL consultato il 1º maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 16 gennaio 2019).
- 1 2 http://www.ecn.org/xm24
- ↑ About || HackIT 2024, su hackmeeting.org. URL consultato il 7 maggio 2026.
- ↑ About || HackIT 2025, su hackmeeting.org. URL consultato il 7 maggio 2026.
- ↑ About || HackIT 2026, su hackmeeting.org. URL consultato il 7 maggio 2026.
- ↑ Stranonetwork, su strano.net.
- 1 2 Storia || HackIT 2026, su hackmeeting.org. URL consultato il 7 maggio 2026.
- ↑ Il sito di Autistici/Inventati https://www.inventati.org/it/index.html Archiviato il 10 dicembre 2016 in Internet Archive.
- ↑ Il sito di ecn Isole nella rete http://www.ecn.org/
- ↑ Arturo Di Corinto, Tommaso Tozzi, Hacktivism. La libertà nelle maglie della rete, Roma, ManifestoLibri, 2002.
- ↑ Sito di Reload, contiene materiali d'archivio http://reload.realityhacking.org/
- ↑ Open non è free, edizione Eleuthera, Milano, 2005 http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=186
- ↑ Benedetto Vecchi su Il Manifesto "Giochi d'ombra sull'etica hacker" http://www.eleuthera.it/files/Ippolita_Manifesto1_20050628.pdf
- ↑ Marco Philopat su Liberazione "Open non è free, un manuale di resistenza attiva" http://www.eleuthera.it/files/Ippolita_Manifesto1_20050628.pdf
- ↑ All'Hackmeeting di Parma l'anticipazione del volume che verrà pubblicato entro la fine dell'anno da Feltrinelli http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/google-lato-oscuro/google-lato-oscuro/google-lato-oscuro.html
- ↑ Testo originale del volume a firma Ippolita The darkside of Google http://www.ippolita.net/sites/default/files/luci_e_ombre_di_google_it.pdf Archiviato il 22 febbraio 2016 in Internet Archive.
- ↑ Sito di Ippolita http://www.ippolita.net/
- ↑ Articolo su Left a firma Ippolita che riassume i temi del libro http://eleuthera.it/files/ippolita_left_20090912.pdf
- ↑ Feltrinelli pubblica l'inchiesta sul lato oscuro del motore di ricerca più grande del Pianeta. Ed è anche su internet, con licenza copyleft http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/scienza_e_tecnologia/google5/google-libro/google-libro.html
- ↑ Presentato nell'Aprile 2006 in occasione dell'ultimo Hackmeeting tenutosi a Parma, è ora nelle librerie edito da Feltrinelli http://www.digicult.it/it/hacktivism/the-dark-side-of-google/
- ↑ La Face cachée de Google | Ippolita http://www.payot-rivages.net/livre_La-Face-cachee-de-Google-Ippolita_ean13_9782228902847.html Archiviato il 27 marzo 2016 in Internet Archive.
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- ↑ arriva in francia il “google di ippolita” http://maurogarofalo.nova100.ilsole24ore.com/2008/03/12/la-critica-a-go/
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- 1 2 3 Página web del proyecto Kernelhouse, su kernelhouse.org.
- ↑ Página web del Hack'prendiz, su blog.zerial.org.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Valerio Mattioli, Novanta. Una controstoria culturale, Torino, Einaudi, 2025, ISBN 978-88-06-26623-3.
- Giuliana Sorci, Server ribelli. R-esistenza digitale e hacktivismo nel Fediverso in Italia, Meltemi, 2025, ISBN 9791256151769.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su hackmeeting.org.

