Calcinazione

La calcinazione è un termine, noto fin dai tempi dell'alchimia, che indica un processo di riscaldamento ad alta temperatura, protratto per il tempo necessario ad eliminare tutte le sostanze volatili da una miscela solida o da un singolo composto.
La teoria del flogisto
[modifica | modifica wikitesto]Gli alchimisti consideravano calcinazione anche l'ossidazione di un metallo in ossido, in cui la sostanza volatile che si allontanava era ritenuta essere il flogisto.[1]
Questo termine fu introdotto da Georg Ernst Stahl per definire una sorta di fluido nel quale risiedevano le proprietà metalliche che venivano liberate dalla sostanza sottoposta a riscaldamento, che veniva così trasformata in calce. Il procedimento opposto era la riduzione o revivificazione, che restituendo il flogisto alla calce la rendeva nuovamente metallica.
Differenze con la combustione
[modifica | modifica wikitesto]A differenza della combustione, che libera energia sotto forma di calore e luce provocando una rapida ossidazione, la calcinazione non produce necessariamente fiamme né grandi quantità di energia, ma avviene ad alte temperature anche senza apporto di ossigeno, modificando la composizione chimica di un solido con la privazione di componenti come aria e acqua.
Simbolismo alchemico
[modifica | modifica wikitesto]Simbolo alchemico della calcinazione è la salamandra, eletta a tale dignità dagli alchimisti stessi a causa della sua leggendaria capacità di resistere al fuoco diretto.[2]
Esempi
[modifica | modifica wikitesto]Esempi classici di sostanze calcinabili sono quelle organiche, che eliminano anidride carbonica e vapor d'acqua, o sostanze inorganiche quali i carbonati (eliminano CO2) o i solfiti (eliminano SO2).
Utilizzi
[modifica | modifica wikitesto]Questo processo è stato usato fin dall'antichità nella produzione di pigmenti pittorici inorganici. Molti pigmenti vengono trasformati nella loro forma di impiego mediante riscaldamento ad alte temperature comprese tra 800-1000 °C. In questo procedimento si elimina l'acqua di cristallizzazione e si fa assumere al pigmento la costituzione cristallografica desiderata. Per esempio il minio viene ottenuto per calcinazione del carbonato di piombo, tenendo il sale in muffola a 400 °C per sette giorni. La reazione che avviene è:
con cui si ottiene il pigmento rosso-arancio Pb3O4.
Anche il blu egizio, utilizzato fin dal terzo secolo a.C., viene prodotto attraverso la calcinazione.
La calcinazione è anche una pratica comune della chimica analitica e dell'industria.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Flogisto, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- ↑ Louis Charbonneau-Lassay, Il bestiario del Cristo, vol II, Ed. Arkeios, Roma, 1995, ISBN 88-86495-02-1. p. 465
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) IUPAC Gold Book, "calcination", su goldbook.iupac.org.
