Argo (re di Argo)
| Argo | |
|---|---|
| Nome orig. | Ἄργος (Argos) |
| Lingua orig. | Greco antico |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | umana |
| Sesso | maschio |
| Luogo di nascita | Argo |
| Professione | re di Argo |
Argo (in greco antico Ἄργος?, Argos) è un personaggio della mitologia greca. Fu il quarto re di Argo.[1]
Etimologia
[modifica | modifica wikitesto]Il nome Argo (in greco antico Ἄργος?, Árgos) deriva direttamente dall'aggettivo greco ἀργός (argós), il quale possiede una duplice area semantica a seconda del contesto: può significare "di un bianco brillante", "lucente", oppure "rapido", "veloce come il baleno" (valenza quest'ultima tipica dei nomi attribuiti ai cani da caccia, come nella formula omerica ποδὰς ἀργοί).[2]
Nel passaggio da aggettivo a nome proprio di persona (antroponimo), il nome subisce la ritrazione dell'accento sulla prima sillaba, una dinamica tipica della lingua greca antica per distinguere i nomi propri. Nel contesto del sovrano argivo, il nome assume il significato di "il brillante" o "il fulgido", legandosi simbolicamente alla regalità e alla luce solare, e dando vita a numerosi casi di omonimia all'interno del mito classico, che spaziano dal costruttore della nave degli Argonauti fino al fedele cane di Odisseo nell'Odissea.[2]
Genealogia
[modifica | modifica wikitesto]Figlio di Zeus[1][3][4] e Niobe,[1][3][4] sposò Evadne[1][4] che lo rese padre di Criaso,[1][4] Ecbaso,[1][4] Epidauro[1][5] e Peiraso.[1][4][6]
Dalla ninfa Ismene (in greco antico Ἰσμήνη?, Ismḕnē figlia di Asopo) fu anche il padre di Argo Panopte[1] (un figlio su cui la paternità è dibattuta) e di Iaso,[1] molto probabilmente un cugino dell'omonimo Iaso.[1]
Pausania aggiunge tra i figli Tirinto[7] e Forbante.[6] Quest'ultimo però, secondo gli altri mitografi è invece il nipote.
Igino contraddice se stesso in quanto scrive che Argo è figlio di Zeus[4] ma anche che sia figlio di Agenore[8] che secondo gli altri mitografi sarebbe un suo pronipote.
Un'ipotesi su questa confusione potrebbe far pensare che si tratti di omonimie nepotiali a loro volta confuse dai mitografi.
Mitologia
[modifica | modifica wikitesto]Fu il quarto re mitologico di Argo.[1]
Il regno e la fondazione eponima
[modifica | modifica wikitesto]Ricevuto il regno peloponnesiaco alla morte di Api (suo zio materno), che era perito senza lasciare alcuna discendenza, Argo esercitò un potere talmente esteso sulla penisola da consolidare e mantenere in uso il nome di "Apia" per il territorio meridionale dell'Istmo e rinominò il Peloponneso con Argo, dal suo nome[9] Il suo atto politico più significativo fu tuttavia la rifondazione della capitale (fondata dal nonno Foroneo) che ribattezzò conferendole il proprio nome, istituzionalizzando così la nascita della città-stato di Argo. Alla sua morte fu succeduto da Criaso.[1]
Culto eroico e l'episodio del bosco sacro
[modifica | modifica wikitesto]Al sovrano furono tributati onori divini ed eroici dopo la morte, e la sua memoria fisica rimase un punto di riferimento geografico e cultuale per secoli. Pausania il Periegeta attesta che la tomba monumentale del re era ancora visibile e venerata dai cittadini all'interno del centro urbano argivo in piena epoca romana.[3]
Inoltre, la figura di questo re eponimo si legò a una delle più note tragedie della storia militare greca. In Laconia esisteva un bosco sacro a lui interamente consacrato e protetto da tabù religioso, ma durante le guerre contro Sparta, l'esercito degli Argivi guidato da Cleomene I subì una disastrosa sconfitta ed i soldati superstiti cercarono rifugio ed asilo inviolabile proprio all'interno di questo bosco sacro. Violando le leggi divine, gli spartani cinsero d'assedio il perimetro e diedero alle fiamme l'intera selva, provocando la morte di tutti gli occupanti che perirono avvolti dal fuoco all'interno del perimetro sacro del loro re capostipite.[10]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 (EN) Apollodoro, Biblioteca, II, 1.1 e seguenti, su topostext.org. URL consultato il 1º luglio 2026.
- 1 2 Ezio Pellizer, Argo (PDF), in Dizionario Etimologico della Mitologia Greca, 2013, pp. 217. URL consultato il 5 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 28 aprile 2018).
- 1 2 3 (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia II, 22.5, su topostext.org. URL consultato il 2 luglio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Igino, Fabulae, 145, su topostext.org. URL consultato il 5 luglio 2026.
- ↑ (EN) Esiodo, frammenti, GE.F1, su topostext.org. URL consultato il 5 luglio 2026.
- 1 2 (EN) Pausania, Periegesi della Grecia II, 16.1, su topostext.org. URL consultato il 4 luglio 2026.
- ↑ (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia II, 25.8, su topostext.org. URL consultato il 2 luglio 2026.
- ↑ (EN) Igino, Fabulae, 275, su topostext.org. URL consultato il 5 luglio 2026.
- ↑ (EN) Apollodoro, Biblioteca, II, 1.2, su topostext.org. URL consultato il 1º luglio 2026.
- ↑ (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia III, 4.1, su topostext.org. URL consultato il 2 luglio 2026.
